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lunedì 7 febbraio 2011

INCREDIBLE INDIA (il viaggio che non si può dimenticare)


 Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi. (G. De Maupassant)



Ho sempre avuto il pallino per l’India, fin da quando avevo 16 anni.
Il suo fascino misterioso, la sua cultura così diversa, i suoi colori.
Se chiudo gli occhi, ancora adesso posso sentire quei profumi così intensi che aleggiano nell’aria, profumi di spezie, profumi di incensi.
Posso sentire l’aria calda, afosa e posso sentire il vociare frenetico degli autisti dei rickshaw.
Se chiudo gli occhi sono ancora lì, fuori dall’aeroporto, che mi guardo intorno emozionata, ma al contempo spaesata, confusa. C’è gente che mi parla in un inglese strascicato: ognuno di loro mi chiede di salire sul proprio mezzo. 

 Se chiudo gli occhi mi trovo su una piccola vecchia auto e vedo scorrere mille immagini davanti ai miei occhi: bambini per strada che giocano, donne con i loro coloratissimi sari, uomini ai cigli delle strade che camminano, mucche che attraversano le strade polverose, capre e cani liberi di correre, case vecchie, palazzi moderni, magnifici templi induisti, statue di filosofi e dei.
Se chiudo gli occhi sento i ripetuti om del tempio di Shiva, le preghiere e le canzoni che accompagnano i momenti rilassanti di yoga.