martedì 4 gennaio 2011

AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO

Con il termine “tolleranza” si definisce “una qualità per cui si permettono e si accettano idee e atteggiamenti diversi dai propri”.
Il termine viene spesso associato a contesti religiosi, politici, sociologici e anche filosofici.


Leggendo qua e là mi sono imbattuta in un libro in cui si parla di tolleranza religiosa. Ecco, in questo libro si parla di come nell’antica Grecia e nell’antico Impero Romano la tolleranza religiosa fosse una pratica comunemente usata. Anzi, il termine tolleranza non esisteva nemmeno nella lingua parlata, giacché la loro religione non si basava su un unico Dio (monoteismo) ma su molti Dei. Infatti, era consuetudine accogliere nel Pantheon gli dei di tutti i popoli conquistati dall’Impero. Mentre in Grecia, la tolleranza coincideva esattamente con l’ideologia di coesione della polis e della civitas. 

È solo dopo la nascita del Cristianesimo, e quindi di una religione monoteista, che viene a porsi il problema della tolleranza. Come si afferma nel libro, “Alla pacifica indifferenza della religione pagana si oppone il nuovo “verbo”incarnato di un Dio unico e universale, ereditato dal giudaismo. Matura una nuova sensibilità per il “diverso” in nome di un’auctoritas più elevata e, perciò, alternativa a quella statale: l’autorità della coscienza dell’uomo che con la libertà di religione e di culto introduce una critica di tutta la vita mondana dell’impero”. (F. Lo monaco, Tolleranza: momenti e percorsi della modernità fino a Voltaire).

Ecco allora che con l’ascesa del culto cristiano, che predica la tolleranza verso il prossimo, fa il suo ingresso anche il concetto di “intolleranza”. La Chiesa, che prende sempre più potere in ambito religioso, praticamente predica bene e razzola male. “Dopo l’anno 1000, quando con le crociate l’odio religioso e l’intolleranza ecclesiastica sostituiscono l’antica immagine del dissidente-pagano quella dell’infedele, papato e impero sanciscono la loro convinta alleanza. Se l’intolleranza cristiana conosce il suo criterio-guida nel principio paolino (extra ecclesiam nulla salus)[…]”. (F. Lo monaco, Tolleranza: momenti e percorsi della modernità fino a Voltaire).

Non che io abbia qualcosa verso il Cristianesimo, ma mi riferisco ad esso in quanto è la religione con cui sono cresciuta e venuta più a contatto. Il mio concetto penso si possa riferire anche a religioni come l’Islam o l’Ebraismo, tutte religioni monoteiste.

Questo per dire che, a mio modo di vedere le cose, la tolleranza religiosa appartiene anche oggi più alle religioni politeiste, quali il buddismo, l’induismo, il taoismo, il paganesimo, ecc. (qui ne ho citate solo alcune delle più importanti), piuttosto che alle religioni monoteiste. Tutto ciò in quanto il politeismo non dichiara l’assoluta verità nella professione della propria religione (da notare che all’interno di una religione politeista esistono diverse religioni, es. nell’Induismo c’è chi crede nel culto di Vishnu e nel culto di Ganesha), come invece accade nelle religioni monoteiste. Non meno importante è il fatto che la maggioranza delle guerre religiose vengono fatte da religioni che credono nell’esistenza di un solo Dio (vedi le Crociate, guerra tra Palestina e Israele, e le odierne “guerre” fondamentaliste).

Ma questo non è colpa del Dio intollerante, è solo colpa di uomini intolleranti.

A.

2 commenti:

  1. wow,
    appunto: non ne sono sicuro però, ma credo che il buddismo non sia una religione.

    credo, sempre credo, che sia più una scuola di pensiero tipo.

    comunque brave,
    bei lavori veramente

    un ammiratore segreto

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  2. Grazie del commento!Ti chiederei però cortesemente di identificarti con un nickname (ovviamente fittizio se preferisci non scrivere la tua vera identità!), altrimenti se tutti rimanessero utenti anonimi, non saprei come rivolgermi per rispondere ai commenti!
    Per quanto riguarda il tuo commento, il buddismo diciamo che viene considerata una religione e allo stesso tempo una filosofia di vita. Riguardo a questo, ho trovato una bella spiegazione sul web.

    "Il Buddismo è una religione, una filosofia di vita, una filosofia religiosa o qualcos'altro ancora?
    La risposta è complessa, e gli studiosi sono arrivati a conclusioni spesso divergenti. Se a "religione" attribuiamo il significato di "legarsi" (dal latino religo) a un Dio trascendente, allora il Buddismo non è una religione. Il Budda infatti non è una divinità ma un "potenziale" straordinario presente nella vita universale e in quella di ogni essere vivente.
    Se invece a "religione" diamo un significato più ampio, in quanto "tensione" dell'essere umano verso l'assoluto che è in lui, oltre che fuori di lui, allora anche il Buddismo può essere definito religione."

    La fonte della citazione è: http://www.sgi-italia.org/buddismo/buddismo.php

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